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Si è svolto a Palermo nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia il giorno 17 febbraio 2011  il convegno su “Il fenomeno immigratorio fra legislazione e integrazione”,  organizzato dal Centro in collaborazione con la Sezione di Palermo-Mondello della FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) e con l' AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) di Palermo.
Secondo alcuni dati ufficiali ( nel senso che riguardano cioè le posizioni degli stranieri c.d. regolari, cui vanno aggiunti quelli che dimorano illegalmente in Italia , e di cui ovviamente non si hanno dati precisi) il numero degli stranieri presenti in Italia nel 2001 risultava di  quasi 1.500.000 , ma nel 2005 erano arrivati a quasi 2.000.000 e nel 2011 sono arrivati a oltre 4.500.000. I canali d’ingresso sono essenzialmente tre: si calcola che il 60% sono stranieri che sono entrati regolarmente in Italia e che poi sono rimasti dopo la scadenza del visto o dell’autorizzazione al soggiorno; il 25% entra invece dai Paesi Schengen per effetto dell’abolizione dei controlli alle frontiere interne; solo il 15 % arriva dalle rotte del Mediterraneo , anche se sono quelli che fanno più scalpore (il numero è però oscillante, perché soprattutto durante i periodi di crisi nei paesi arabi e africani il numero degli ingressi aumenta notevolmente).
Il Centro si è già occupato del tema dell’immigrazione in occasione di un progetto che ha portato alla realizzazione della c.d. “Carta degli immigrati” , che è stata ufficialmente presentata nel corso di un altro convegno svoltosi il 27 novembre 2009 dal titolo  “Immigrazione e legislazione”   . Nella “Carta degli Immigrati” sono state prese in considerazione le principali situazioni soggettive di cui gli stranieri possono essere beneficiari in aggiunta a quelle corrispondenti al riconoscimento dei diritti dell'uomo. Ci si  è soffermati particolarmente sulle posizioni giuridiche soggettive attribuite in materia di istruzione, accesso ai servizi abitativi, mantenimento e ricostituzione dell'unità familiare, assistenza sanitaria, nonché sulle procedure relative alla regolarizzazione.

Il nuovo convegno ha voluto ribadire che la migrazione è un fenomeno che non va visto solo ed esclusivamente in termini di politica criminale. Occorre rimuovere questo stereotipo della migrazione come pratica inevitabilmente sintomatica di contrarietà al diritto (  internazionale o interno)   e quello del migrante che esprime una volontà di porsi in contrasto con regole, norme, principi. La migrazione ben può esprimere, soprattutto in un'epoca di globalità della comunicazione  e della presenze umane, un desiderio di movimento, di novità diretto a soddisfare l'aspirazione individuale di realizzare in modo più completo, più decoroso, più adeguato, più libero la personalità propria e dei componenti le comunità naturali di appartenenza. Anche se ultimamente la causa pressocchè esclusiva di tutti questi movimenti è quella di sfuggire ai problemi economici e politici di molti Paesi soprattutto arabi e africani.

I lavori del convegno sono stati preceduti dai messaggi di saluto di Raimondo Cerami, presidente del Centro Siciliano di studi sulla giustizia che ha organizzato l'evento, di Enrico Sanseverino, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Palermo , di Giuseppina Seidita, Eugenia Bono e Lucia Emmi rappresentanti della FIDAPA-BPW Italy, e di Dario Greco, coordinatore sud-Italia dell'AIGA.
Ha coordinato Luciana Lupo, presidente della sezione Palermo-Mondello della FIDAPA-BPW Italy.

La prima relazione è stata effettuata da Antonio Scaglione, professore ordinario di diritto processuale penale presso l'Università di Palermo e preside della Facoltà di Giurisprudenza, che ha trattato i profili di diritto penale e processuale penale della normativa in materia di immigrazione.
Sono seguite la relazione svolta da Eufemia Ippolito, vicepresidente nazionale della FIDAPA-BPW Italy, e quella di Maria Grazia Todaro,dirigente del Dipartimento di prevenzione medica della ASP di Palermo, che hanno affrontato alcune questioni poste dalla permanenza sul territorio nazionale di soggetti immigrati.
Santi Consolo, vicecapo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, ha invece centrato la sua attenzione sulle problematiche poste da una consistente parte della popolazione detenuta negli istituti di pena italiani costituita da soggetti immigrati sia regolarmente che irregolarmente.
Hanno quindi preso la parola Enrico Lanza e Thea Giacobbe, ricercatori presso l'Università degli studi di Catania, che hanno portato il contributo delle loro ricerche sul tema della tutela dei diritti umani.
Angelo Mangione ,professore di diritto penale presso l’Università LUMSA di Palermo, ha svolto la relazione conclusiva, riassumendo i temi trattati ed indicando una possibile direttiva per il legislatore futuro.

Dal convegno è emerso che le fonti normative vigenti in tema di  migrazione delle persone da un territorio ad un altro sono diverse. Esiste però sicuramente  un insieme di norme che occupa un posto  prevalente rispetto alle altre perché garantisce l'inalienabilità e l'inviolabilità di alcuni diritti fondamentali di ogni persona e ne pretende l'osservanza in ogni angolo della terra ed in qualsiasi ordinamento giuridico. Tale compito viene generalmente svolto dal diritto internazionale, consuetudinario o convenzionale, cui i singoli Stati sono tenuti a prestare rispetto o in virtù del carattere generalmente riconosciuto delle norme o per effetto di un'adesione pattizia. Esiste quindi una cornice internazionale destinata a riversarsi anche nel nostro ordinamento giuridico.
Il legislatore italiano si è occupato del problema solo in tempi recenti.
La prima legge italiana è stata la c.d. Legge Martelli (D.L. 30.12.1989 n. 416 convertito in L.28.2.1990 n. 39) che ha cercato per la prima volta di introdurre in Italia una programmazione dei flussi d’ingresso, oltre a costituire una sanatoria per tutti gli stranieri che si trovavano già sul territorio italiano. Alla scadenza dei 6 mesi previsti furono regolarizzati circa 200.000 stranieri.
Più tardi è stata approvata la c.d. Legge Turco-Napolitano (D.Lgs. 25.7.1998 n. 286) che ha regolamentato ulteriormente i flussi d’ingresso, cercando anche di scoraggiare l’immigrazione clandestina e istituendo per la prima volta i Centri di Permanenza Temporanea (vedi Lampedusa) per gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione”.
Nel 2002 la materia è stata di nuovo regolamentata con la c.d. Legge Bossi-Fini (L. 30.7.2002 n. 189) , con la quale è stata prevista anche l’espulsione immediata dei clandestini da parte della forza pubblica. Inoltre l’art.12 (introdotto con la legge del 1998) ha precisato ed esteso il reato  di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina degli stranieri distinto in ipotesi semplici e ipotesi aggravate, rendendo penalmente rilevanti tali attività altamente lucrative e andando a colpire in maniera più diretta l’attività svolta dalle organizzazioni criminali dedite al traffico degli stranieri sia in Italia che all’estero.
Nel 2009 è stato infine approvato il c.d. Pacchetto Sicurezza (L. 15.7.2009 n. 94), che contiene alcune significative novità:

  1. i Centri di Permanenza Temporanea sono stati trasformati in Centri di Identificazione ed Espulsione;
  2. sono state introdotte condizioni limitative all’esercizio del diritto al ricongiungimento familiare;
  3. sono state introdotte norme più restrittive in materia di richiesta di asilo politico;
  4. sono state approvate alcune norme anche per quanto riguarda la permanenza dei cittadini comunitari (è previsto un periodo di libero soggiorno di 3 mesi, dopodiché ed entro 10 giorni bisogna chiedere l’iscrizione anagrafica, pena l’allontanamento);
  5. è stato introdotto il reato di immigrazione clandestina. Bisogna fare una distinzione: sono considerati  clandestini gli stranieri che sono entrati in Italia senza regolare visto d’ingresso; mentre sono irregolari gli stranieri che hanno perduto i requisiti necessari per la permanenza sul territorio nazionale, di cui erano però in possesso all’ingresso in Italia. Il reato è punito con una pena pecuniaria da 5.000 a 10.000 euro applicata dal Giudice di Pace, da cui consegue l’espulsione. Va detto che ci furono fortissime polemiche dentro e fuori del Parlamento  contro l’introduzione di questa nuova figura di reato; va però anche ricordato che altri civilissimi Paesi europei come la Gran Bretagna, la Francia e la Germania prevedono lo stesso reato (punito con l’espulsione e in taluni casi anche con la reclusione fino a un anno), mentre la Spagna prevede un’infrazione amministrativa da cui consegue però un’immediata procedura di espulsione e il divieto di rientrare per un certo numero di anni.

Nel corso del convegno è stata anche dedicata attenzione al ruolo dei Giudici , che hanno sempre cercato di limitare la portata della normativa penale dettata dal Parlamento per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, in particolare della norma contenuta nell’art. 14 co. 5 ter  e quater del T.U. in materia di immigrazione (che sanzionano con la reclusione lo straniero che, colpito dall’ordine di allontanamento del questore, non abbia lasciato il territorio nazionale entro 5 giorni).
Il contrasto delle interpretazioni giurisprudenziali è stato recentemente ribadito in occasione di alcune pronunce dei Giudici penali italiani che hanno cominciato a considerare la mancata attuazione della c.d. “Direttiva Rimpatri” 2008/115/CE ( per cui si pone anche il problema dell’applicabilità diretta di una normativa comunitaria nella legislazione interna) come causa di disapplicazione delle norme incriminatici (che sarebbero incompatibili con la normativa comunitaria).
Mentre la Corte Costituzionale è stata chiamata diverse volte a pronunziarsi sulla legittimità di molte delle norme citate. Per ultimo sono state ricordate due sentenze della Corte Costituzionale emesse lo stesso giorno 5.7.2010, ma con un’evidente diversità di orientamenti; la numero 249 ha dichiarato illegittima l’aggravante della clandestinità (che era applicabile a tutti i reati); mentre la numero 250 ha stabilito che il reato immigrazione clandestina è costituzionale.



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