Si è svolto a Palermo nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia il giorno 4 giugno 2010  il convegno su “La ragionevole durata del processo penale”,  in collaborazione con la Camera Penale “G.Bellavista” di Palermo, che ha riconosciuto il convegno ai fini dell'attribuzione di punteggi per la formazione degli avvocati. 

La sessione mattutina del convegno è stata presieduta da S.E. Giovanni Silvio Coco, presidente di sezione della Corte di Cassazione a.r..
I lavori sono stati preceduti dai messaggi di saluto di S.E. Vincenzo Oliveri , presidente della Corte di Appello di Palermo , di Enrico Sanseverino, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Palermo , e di Raimondo Cerami, presidente del Centro Siciliano di studi sulla giustizia che ha organizzato l'evento.
La relazione introduttiva è stata effettuata da Antonio Scaglione, professore ordinario di diritto processuale penale presso l'Università di Palermo, che ha trattato “Il disegno di legge sul processo breve”, mettendone in rilievo i numerosi profili di incostituzionalità.
E' seguita la relazione svolta da Antonio Pagliaro,accademico dei Lincei e professore emerito di diritto penale presso l'Università di Palermo, sul tema “Prescrizione del reato e nuova estinzione del processo penale”, che attraverso una magistrale ricostruzione dell'istituto, ha indicato la via e gli strumenti per favorire una ragionevole durata dei processi penali (ampliamento dell'applicabilità dei riti alternativi, larga depenalizzazione, semplificazione degli atti processuali, introduzione della c.d. Mediazione penale sperimentata in Germania).
Mario Serio, professore ordinario di diritto privato comparato presso l'Università di Palermo ha parlato dei “Sistemi giuridici europei a confronto”, mettendo in rilievo che in nessun paese europeo la regola contenuta nell'art. 6    della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) è stata tradotta in un termine stabilito per legge.
E' quindi intervenuto l'avv. Vincenzo Zummo, in rappresentanza della Camera Penale di Palermo, che ha parlato del “Ruolo del difensore”.

 

I lavori della sessione pomeridiana sono stati presieduti da Raimondo Cerami, presidente del Centro Siciliano di studi sulla giustizia, e hanno riguardato una serie di interventi specifici.
Così l'avvocato Antonino Reina ha trattato il tema delle “Indagini preliminari e riti alternativi”, proponendo il potenziamento dei riti alternativi che devono essere incentivati e un controllo più incisivo del Giudice sui tempi delle indagini preliminari, in particolare sulle proroghe dei termini delle indagini preliminari e sull'osservanza delle iscrizioni di reato da parte del P.M..
Roberto Passalacqua, giudice del Tribunale di Catania, ha poi trattato il tema “Il giudicato cautelare su questioni di diritto:potenziale efficacia preclusiva anche nel procedimento principale quale mezzo deflattivo del processo e di razionalizzazione del sistema”. Il relatore si è soffermato sui casi di formazione del giudicato nell'ambito del procedimento incidentale instaurato davanti al c.d. Tribunale della libertà e  sull'operatività della preclusione su questioni di diritto che potrebbe accelerare la definizione dei processi penali.
Cesare Vincenti, presidente di sezione del Tribunale di Palermo, si è occupato del tema “L'organizzazione del lavoro del giudice del dibattimento come fattore di   accelerazione del processo”,elencando alcuni  modelli organizzativi adottati (o da adottare) per ridurre l'eccessiva durata dei processi penali (es. fissazione dei criteri di priorità dei processi penali, determinazione di una durata minima delle udienze e di un numero minimo di processi per udienza,accordi acquisitivi etc.) e dichiarandosi favorevole all'eventuale introduzione di controlli sul rispetto dei citati modelli organizzativi.
Ernesto D'Angelo, professore associato di diritto processuale penale nell'Università degli studi di Palermo, si è a sua volta occupato de“ L'appello”, auspicando una incisiva ristrutturazione dell'istituto secondo alcune linee quadro desunte anche dalla giurisprudenza costituzionale.
L'avvocato Antonino Gattuso ha parlato su “Informatizzazione della giustizia e brevità del processo”, trattando in particolare della digitalizzazione dei processi e dell'introduzione dell'indirizzo di posta elettronica certificata, che potrebbero favorire una più rapida notificazione degli atti agli avvocati difensori.
L' ultimo intervento è stato affidato a Giovanni Silvio Coco, presidente di sezione della Corte di Cassazione a.r., che  si è occupato de “Il ricorso per cassazione”, auspicando una limitazione dei casi di ricorso per cassazione.
Bartolomeo Romano,professore ordinario di diritto penale presso l’Università degli studi di Palermo, Consigliere giuridico del Ministro della Giustizia e direttore della scuola di formazione forense “O.Campo” , ha svolto la relazione conclusiva, riassumendo i temi trattati ed indicando ulteriori soluzioni, come quella di stabilire per legge un termine breve dopo l'avviso di conclusione delle indagini preliminari entro il quale il P.M. deve prendere una decisione.

Il Presidente della Fondazione
Dott. Raimondo Cerami





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